Processo Mediaset, il Pdl ottiene un giorno di stop in Parlamento

La Capigruppo del Senato, a maggioranza e con il voto contrario di Sel e M5S, ha deciso di sospendere i lavori parlamentari su richiesta del Pdl per la giornata di oggi. Mancando l'unanimità tra i presidenti dei gruppi, spetterà ora all'Aula votare il calendario dei lavori. Questa mattina il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, all'indomani della decisione della Cassazione di tenere l'udienza del processo Mediaset il 30 luglio, aveva chiesto in Aula la sospensione dei lavori dell'assemblea del Senato impegnata nella discussione del ddl costituzione di riforme della Carta costituzionale. Leggi Cassazione a miccia corta
10 AGO 20
Immagine di Processo Mediaset, il Pdl ottiene un giorno di stop in Parlamento
La Capigruppo del Senato, a maggioranza e con il voto contrario di Sel e M5S, ha deciso di sospendere i lavori parlamentari su richiesta del Pdl per la giornata di oggi. Mancando l'unanimità tra i presidenti dei gruppi, spetterà ora all'Aula votare il calendario dei lavori. Questa mattina il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, all'indomani della decisione della Cassazione di tenere l'udienza del processo Mediaset il 30 luglio, aveva chiesto in Aula la sospensione dei lavori dell'assemblea del Senato impegnata nella discussione del ddl costituzione di riforme della Carta costituzionale e l'immediata convocazione di una conferenza dei capigruppo allo scopo di consentire la riunione del gruppo del Pdl in sede permanente per riflessioni politiche. Il presidente Grasso ha quindi accolto la richiesta di convocazione della capigruppo e sospeso i lavori dell'Aula fino al termine della riunione dei capigruppo, convocata per le 11,30. ''Vi è un momento in cui le forze politiche parlamentari sentono il bisogno di riunirsi per discutere – ha detto Schifani – stiamo vivendo come partito un momento estremamente difficile e chiediamo rispetto per le nostre esigenze''.
Il presidente dei senatori Pdl ha quindi assicurato che ''un'eventuale sospensione dei lavori parlamentari non indebolirà la nostra intenzione ed esigenza di riforma dello Stato. Il tempo potrà essere recuperato, non intendiamo frapporci a questo disegno, questa sospensione non arrecherà pregiudizio temporale irreparabile alla scansione dei tempi del ddl costituzionale''. ''Se forze parlamentari sentono il bisogno di riunirsi per discutere e lo chiedono nelle forme previste tutto ciò rientra nel solco della democrazia'' ha aggiunto Schifani.
La decisione della Cassazione di fissare al 30 luglio l'udienza del processo Mediaset a Berlusconi è, secondo Daniela Santanchè, un gesto che va "certamente contro Berlusconi ma è ugualmente contro la pacificazione, è sicuramente contro questo governo". La parlamentare del Pdl ha anche criticato il premier Enrico Letta: "Il comportamento ieri di Letta a me non è piaciuto assolutamente per niente, mi sembra una di quelle tre scimmiette 'non vedo, non sento, non parlo'. Che il presidente del Consiglio ieri non abbia trovato un secondo, un minuto, una parola per stigmatizzare quello che era successo, io lo trovo un fatto grave". Infine l'avvertimento: "Se dovesse arrivare un 'no' sulla richiesta di moratoria dei lavori parlamentari capiremo che non c'è un governo di coalizione. Far cadere un governo – ha aggiunto Santanchè – non è un'azione politica, è una conseguenza di un'azione politica".
Sempre oggi, la Corte di Cassazione è tornata sulla decisione di fissare l'udienza del processo Mediaset per il 30 luglio motivando così la sua scelta: "E' obbligatorio determinare l'udienza di trattazione di ogni ricorso prima della maturazione del termine di prescrizione di alcuno dei reati oggetto del procedimento''. La precisazione della Cassazione giunge dopo ''le reazioni dei difensori di Silvio Berlusconi e di alcuni esponenti politici''. L'ufficio addetto al'esame preliminare dei ricorsi ''ha rilevato che la maturazione della prescrizione di uno dei reati sarebbe potuta cadere il 1 agosto 2013, compreso nel periodo feriale, e il presidente della sezione feriale ha conseguentemente fissato la trattazione del ricorso per una udienza antecedente a tale data, previa richiesta di abbreviazione dei termini, proposta, nel rispetto della normativa processuale, dalla Procura generale''.
LE REAZIONI DEL M5S ALLA RICHIESTA DEL PDL - La sospensione dei lavori parlamentari chiesta dal Pdl lascia "sconcertati" i Cinque Stelle che, con il capogruppo al Senato Nicola Morra, spiegano: "Proprio nel giorno in cui ci rechiamo al Quirinale per sollecitare un intervento del Presidente di Repubblica che riconsegni al Parlamento la sua centralità prevista dalla Costituzione, i partiti del 'modello unico' hanno bloccato i lavori d'aula su richiesta di Schifani e Brunetta per le note vicende giudiziarie di un noto senatore latitante da queste aule (ad oggi 99,72% di assenze a Palazzo Madama). Siamo sconcertati, il Parlamento è al servizio dei cittadini o di un singolo senatore assenteista e sotto processo?", chiede Morra.
Per il capogruppo alla Camera Riccardo Nuti la possibilità di una sospensione dei lavori "significa affermare in modo indiretto che il Parlamento non fa e non serve a niente, per cui farlo lavorare o bloccarlo è la stessa cosa. Cittadini e imprese sono allo stremo, ci sono provvedimenti importanti che andrebbero presi subito per uscire dalla crisi e intanto le Camere rimangono, lo ripeto, ostaggio del Pdl e dei problemi giudiziari di Berlusconi. Noi ci battiamo e ci batteremo sempre per ridare sovranita' ed efficienza al Parlamento", conclude il capogruppo Cinque Stelle. E ancora, per il segretario dell'Ufficio di Presidenza della Camera, il deputato del MoVimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro "bloccare per tre giorni il Parlamento, in un momento di drammatica difficoltà per il Paese, significa calpestare le istituzioni solo per piegarle agli interessi di Berlusconi. Il Pdl sta tentando di avvelenare i pozzi con un ricatto indecente, le Camere hanno il dovere di lavorare nell'interesse dei cittadini senza subire i ricatti di una parte politica che alimenta lo scontro tra gli organi dello Stato". Infine il commento sel senatore Maurizio Buccarella che dal suo profilo Facebook promette: "Siamo pronti a fare trincea...".
QUESTION TIME - Nel pomeriggio, quando in Aula sono ripresi i lavori con il question time del primo ministro Enrico Letta, non sono mancati momenti di tensione e protesta. Se alla Camera i deputati del M5s avevano scelto di togliersi la giacca e la cravatta in segno di protesta, al Senato si è deciso di ascoltare in piedi l’avvio dell’intervento di Letta e di sfogarsi in una scarica di applausi senza fine.

Terminata la querelle tra la Presidente della camera, Laura Boldrini, e il vice presidente dei grillino Luigi Di Maio, il Presidente del Consiglio ha potuto dare il via al suo question time, un intervento di oltre un’ora in cui Letta ha ribadito che la priorità del governo nonché “uno dei motivi per cui il governo vive e lavora” è la lotta alla disoccupazione, annunciando, in questa senso, un piano di garanzia per i giovani, l’utilizzo dei fondi strutturali e gli interventi per la riduzione del cuneo fiscale e contributivo.

Confermato “l’impegno”, “una vera lotta senza quartiere” contro l’evasione fiscale. Letta ha ricordato che in questa campo “non partiamo da zero: il gettito del 2012 è stato di 12 miliardi e mezzo di euro, quando nel 2006 era poco più di quattro. Però – ha concluso – dobbiamo fare ancora meglio”.

Infine il Presidente del consiglio ha ribadito che “c’è un impegno diretto mio e di tutto il governo per accelerare il pagamento dei debiti già individuati e completare il pagamento dei pregressi”. Per Letta questo è un tema “essenziale affinché la ripresa economica arrivi nel nostro paese nell’ultimo trimestre 2013”.